...non è bello ciò che è bello, ma che bello che bello che bello
Qui comincia l'avventura del Signor Bonaventura. Tanto tempo fa, in un paese lontano lontano, c'era la ceralacca che adesso non c'è più. Verrebbe da dire "oggi a te, domani a me". Ieri, del resto, a Lui. Lui prese il resto del resto e fece fagotto. Dopo che per anni aveva fatto pianoforte. Sua madre lo pregava soprattutto di fare piano, quando faceva gli esercizi al piano. Ecco perchè fece fagotto. "Mamma, come faccio a fare piano e basta? Capisci anche tu che questa non è vita!" La madre di Lui non capiva, per lei la vita si misurava su altre scale di valori, non sulle scale doremifasollasido che tanto piacevano a Lui. Del resto, a lei non importava niente del resto. Non per niente, bensì per amore, lei aveva lasciato tutto quando si era trasferita nel paese lontano lontano. Quindi non le restava niente, del resto. Lei si chiamava Ella (così smettiamo una volta per tutte - e tutte per una- di chiamarla "lei". Che poi ci si confonde con Lui, che è il protagonista della storia).
Ella si chiedeva spesso perchè sua madre le avesse dato quel nome così impersonale (o forse troppo personale) e decise di dare a suo figlio un nome più oggettivo. Ma torniamo a Lui: gli fu difficile lasciare il paese lontano lontano, anche per le resistenze di Ella. "Dove puoi andare più lontano di così???" gli diceva Ella sconsolata. "Andrò nel paese lontano lontanissimo, mamma. Lì, oltre a fare forte pianoforte, senza darti fastidio, potrò pur sempre fare fagotto e non tornerò più a battere cassa, te lo prometto. E te lo premetto. Cioè, scusa, avrei dovuto dirtelo prima".
C'è da dire che Ella e Lui avevano sempre avuto qualche problema di dialogo. Lui si sfogava nella musica, Ella era, al contrario, appassionata di canto. O meglio, appassionata di canto al contrario, ossia era bravissima nel cantare le canzoni partendo dalla fine e finendo con l'inizio. Una caratteristica ereditata dal bisnonno Iov, uomo di poche parole ma tutto d'un pezzo: l'unico pezzo in cui si cimentava cantando al contrario era "Oreisnep av", una melodia assolutamente struggente che Ella aveva imparato sin da piccola. "La struggenza è tutto quando si canta al contrario" diceva sospirando la bisnonna di Ella, ed Ella non capiva, forse perchè la parola "struggenza" non esiste. Eppure gli occhi della bisnonna erano sinceri e fermi; lo erano anche prima che le mettessero l'occhio di vetro.
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