giovedì 22 aprile 2010

Ella scorda

Quando scoprì che a casa Voialtri non c'era neanche un poco di zucchero (gente amara, che amava l'amaro più dell'amarone, e quindi era astemia oltre che magrissima), Mary Poppins levò subito le tende (prima comunque le lavò: almeno per giustificare il viaggio fatto) perchè era in un momento di forte stress e doveva assumere molte pillole: per il mal di testa, per il mal d'ombrello (sembrava un mezzo di trasporto comodo, ma non lo era affatto) e soprattutto per il diabete causato dall'eccessivo consumo di zucchero. Su quest'ultimo punto si concentrò l'attenzione della bisnonna: "Signora Poppins, le assicuro che è sufficiente l'acqua per assumere le medicine... Lo zucchero non è necessario... Qui da noi ha sempre funzionato così" diceva la bisnonna con la sua solita pacata fermezza. "Grazie del consiglio, signora Voialtri, ma voialtri non potete capire: qui ne va della mia professionalità! Non posso contraddirmi così dopo anni di carriera ineccepibile." A conti fatti (operazione quindi ardua per chi aveva difficoltà in matematica, come Ella), Mary non era una persona dolce; probabilmente a lungo andare lo zucchero causava acidità. I polli furono ben felici di aiutarla a fare la valigia (più tardi però si accorsero che mancavano due posauova e un asciugapenne) e decisero di tornare ad occupare il pollaio per scoraggiare altre eventuali intrusioni.
La visita della Poppins non fu un evento di particolare nota nelle cronache di Casa Voialtri, perchè i Voialtri erano una famiglia sì riservata, ma conosciutissima e apprezzatissima nel paese. Il bisnonno Iov, oltre ad essere uomo tutto d'un pezzo e di poche parole, era uomo dalle mille risorse agricole: i suoi possedimenti si stendevano a perdita d'occhio (non per niente la bisnonna aveva un occhio di vetro) ed aveva anche ingenti quantità di bestiame. Il nonno di Ella, Iul, era considerato il miglior partito dell'intera regione, e non senza ragione. Ella non si rendeva conto del peso sociale della famiglia a cui apparteneva: all'epoca era troppo piccola, non faceva che rincantucciarsi nei cantucci e osservare i tanti ospiti ospitati, le mandrie portate al pascolo, le uova uovunque e i polli sempre intenti a ridere di qualcuno. Tuttavia la sensazione che predominava in lei a quei tempi era quella di una certa tensione: era vero che spesso camminava proprio sulle uova, in senso letterale e non figurato, ma c'era anche un che di indefinito, un'attesa, una incompiutezza respirata nell'aria. Imparando a cantare al contrario e a contare sbagliando, in Ella maturava naturalmente l'incertezza, l'indecisione, la precarietà.
Furono questi sentimenti a spingerla nella braccia di Eifù. Ma l'amore che la portò lontano lontano non arrivò col vento: arrivò con l'acqua calda. E fu una scoperta di ugual portata.

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